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L’Oasi del Lago di Conza è tra le zone umide più importanti del Mediterraneo. Il Fiume Ofanto ha sempre rappresentato un naturale elemento di riferimento per l’avifauna, specie per quella migratrice. Con la creazione dell’invaso si sono modificati ambienti preesistenti dando vita a nuovi equilibri che hanno favorito soprattutto le specie acquatiche. Infatti nei diversi periodi dell’anno, è possibile osservare quasi tutte le anatre, sia quelle di superficie sia quelle di profondità, arrivando a contare complessivamente, nei mesi invernali, più di 600 anatre di cui circa la metà fischioni (simbolo dell’Oasi). Inoltre, la presenza di un fitto bosco igrofilo ha consentito la formazione di una garzaia, dove nidificano nitticore e garzette, un evento molto raro per la Campania. Altri ardeidi presenti nell’Oasi sono l’airone cenerino, rosso e bianco maggiore, il tarabusino e la sgarza ciuffetto. Le anatre che si possono osservare sono il fischione, l’alzavola, il moriglione, la moretta e il germano reale. Altrettanto presenti sono lo svasso maggiore, il tuffetto, il cormorano, la gallinella d’acqua, la folaga e il cavaliere d’italia. Anche tra i rapaci troviamo elementi interessanti come la presenza del nibbio reale, del nibbio bruno, del falco di palude, dell’albanella reale, del falco pecchiaiolo e del rarissimo falco pescatore, che durante la migrazione nei territori del nord-europa sosta per qualche giorno a Conza. Anche la cicogna, durante le migrazioni, utilizza l’Oasi come area di riposo e ristoro. Nei campi intorno all’Oasi trovano l’habitat ideale cappellacce, tottaville e allodole, oltre a numerosi altri passeriformi come il saltimpalo, lo strillozzo, il verzellino e l’occhiocotto. Anche interessanti mammiferi trovano rifugio nell’Oasi: in particolare la lontra, uno dei mammiferi più rari in Italia, la volpe, la faina, la donnola, il cinghiale e il tasso. Tra i rettili la presenza del ramarro, della natrice tassellata e del biacco è certa. Per quanto riguarda gli anfibi è segnalata la presenza dell’ululone dal ventre giallo, della raganella e del tritone crestato italiano.
   
Progetto cofinanziato dall’Unione Europea con il FESR nell’ambito del P.O.R. Campania 2000 - 2006 Misura 1.9
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